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temperature armadi elettrici

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nicola75
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temperature armadi elettrici

Messaggio da nicola75 » 23/03/2014, 22:57

mi capita di vedere qualche relazione termografica su armadi elettrici in cui ( senza spiegazioni ) viene indicato un punto hot spot a 40 °C su un magnetotermico.

Secondo voi in base a che regola vengono indicati questi punti come punti pericolosi ?

io utilizzo la mia tecnica che si base su dei riferimenti di differenza di temperatura in funzione a quella ambiente.

Visto il variopinto mondo della termografia qual'è il metodo di controllo più comune negli armadi elettrici ?

C'è qualcuno di voi che fa questi controlli e sa rispondermi ?

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claudiot
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Re: temperature armadi elettrici

Messaggio da claudiot » 30/03/2014, 20:36

nicola75 ha scritto:mi capita di vedere qualche relazione termografica su armadi elettrici in cui ( senza spiegazioni ) viene indicato un punto hot spot a 40 °C su un magnetotermico.

Secondo voi in base a che regola vengono indicati questi punti come punti pericolosi ?

io utilizzo la mia tecnica che si base su dei riferimenti di differenza di temperatura in funzione a quella ambiente.

Visto il variopinto mondo della termografia qual'è il metodo di controllo più comune negli armadi elettrici ?

C'è qualcuno di voi che fa questi controlli e sa rispondermi ?
Non posso dire se quanto fatto dall' altro tecnico sia corretto o meno in quanto non ho modo di valutare il lavoro stesso e non conosco le motivazioni che ha portato ad indicare una temperature di 40° come hot spot.
personalmente mi baso sullo standard di infraspection

Oltre a questo è sempre importante abbinare alla temperatura il carico presente sul componente in funzione del suo carico massimo altrimenti non ha senso.
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Re: temperature armadi elettrici

Messaggio da nicola75 » 02/04/2014, 15:51

Ciao,
quindi tu a qualsiasi componente e in qualsiasi condizione di lavoro attribuisci 40 °C come soglia di allerta ?

mi puoi dare i riferimenti della guida che segui ?

grazie

ciao

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claudiot
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Re: temperature armadi elettrici

Messaggio da claudiot » 02/04/2014, 16:41

nicola75 ha scritto:Ciao,
quindi tu a qualsiasi componente e in qualsiasi condizione di lavoro attribuisci 40 °C come soglia di allerta ?

mi puoi dare i riferimenti della guida che segui ?

grazie

ciao
No assolutamente ogni componente ha il suo range di temperatura e questi sono dati di targa dei componenti stessi

la guida a cui faccio riferimento è al link che ho inserito e cita " standard for infrared inspecrtion of electrical system & rotanting equipment,
la quale si base su ANSI, IEEE, e NEMA utilizzando il sistema della temperatura assoluta dei sistemi elettrici e anche sul sistema del Delta T più semplice ma meno accurato
il delta T di temperatura può essere associato tra due componenti simili sotto stesso carico (solitamente si fa per un controllo veloci dei cablaggi a tre fasi) e il delta T in base alla temperatura ambiente.

Per questo è essenziale misurare tensione e corrente dei componenti sospetti.
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Re: temperature armadi elettrici

Messaggio da nicola75 » 07/04/2014, 22:37

ciao,
ho cercato il materiale che hai citato e lo guarderò comunque non ritengo valido un valore assoluto di 40°C come limite da rispettare. La temperatura ambiente influisce molto sul comportamento termico degli apparati.
Certo va rispettato il valore limite del funzionamento delle apparecchiature elettriche, ma mi chiedo tu riesci a misurare la corrente passante sui singoli componenti di 50 armadi lunghi minimo 2 metri ? E se lo fai quanto tempo ci impieghi ? Il manutentore che ti accompagna è d'accordo a star li qualche giornata o meglio qualche settimana a pinzare cavi ? E quando torni a casa ai tutte le schede tecniche dei componenti che ci sono dentro a 50 armadi lunghi minimo 2 metri ? E in fine ti metti a fare un excel per elaborare tutti i dati e incrociarli con quelli della termocamera ?

A me sembra un po troppo laborioso fare le così precise, serve un sistema veloce e pratico altrimenti non conviene a nessuno. Un controllo misurando la corrente lo si può fare solo su alcuni componenti critici, ma la solitamente non avvicini le pinze leggi gli amperometri sui quadri sperando che siano decenti.

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claudiot
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Re: temperature armadi elettrici

Messaggio da claudiot » 08/04/2014, 22:18

nicola75 ha scritto:ciao,
ho cercato il materiale che hai citato e lo guarderò comunque non ritengo valido un valore assoluto di 40°C come limite da rispettare. La temperatura ambiente influisce molto sul comportamento termico degli apparati.
Certo va rispettato il valore limite del funzionamento delle apparecchiature elettriche, ma mi chiedo tu riesci a misurare la corrente passante sui singoli componenti di 50 armadi lunghi minimo 2 metri ? E se lo fai quanto tempo ci impieghi ? Il manutentore che ti accompagna è d'accordo a star li qualche giornata o meglio qualche settimana a pinzare cavi ? E quando torni a casa ai tutte le schede tecniche dei componenti che ci sono dentro a 50 armadi lunghi minimo 2 metri ? E in fine ti metti a fare un excel per elaborare tutti i dati e incrociarli con quelli della termocamera ?

A me sembra un po troppo laborioso fare le così precise, serve un sistema veloce e pratico altrimenti non conviene a nessuno. Un controllo misurando la corrente lo si può fare solo su alcuni componenti critici, ma la solitamente non avvicini le pinze leggi gli amperometri sui quadri sperando che siano decenti.
M infatti io non associo i 40°C come valore assoluto o limite da rispettare.
La corrente non viene misurata su tutti i componenti ma solo sui componenti "critici" evidenziati durante la termogarfia, non tutte le volte è possibile misurare la corrente, dipende da vari fattori tra cui il livello di segregazione dell'armadio gli spazi, e la possibilità di interrompere momentaneamente tensione sul componente da osservare, se hai un amperometro che trasmette i dati alla termocamera o un palmare i dati vengono uniti al termogramma in modo automatico, con un bel risparmio di tempo, se non è possibile un buon foglio excell preparato a tavolino aiuta.
Se le ispezioni sono ripetitive la prima sarà la più lunga, le successive saranno più veloci in quanto si conosce già l'impianto e si ha uno storico degli elaborati.

Sistemi veloci non ce ne sono, va seguita per forza una procedura, gran parte del lavoro viene fatta in ufficio prima dell' ispezione vera e propria e in certi casi un sopralluogo è doveroso, sopratutto se si tratta di stabilimenti produttivi dove le macchine funzionano a cadenze di orari o turni.
I tempi sono tutti relativi, se non ci sono problemi si va spediti e in poco tempo si fa tutto.
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